Una delle tecnologie delle quali si è parlato
tanto negli ultimi mesi è l’RFId, ossia Radio Frequency
Identification che permette di identificare persone e
cose in movimento avvalendosi di speciale etichette
intelligenti, dette "smart tag", capaci di emettere e
ricevere segnali radio a corto raggio. Le attese sugli
sviluppi applicativi dell’RFId sono elevati e riguardano
i molteplici ambiti della logistica, produzione e retail.
All’interno delle
etichette RFId vi è un micro-chip, un antenna
miniaturizzata, un condensatore (se di tipo
passivo) o una piccola batteria (se di tipo
attivo) che, attraversando il campo magnetico
generato dai dispositivi di lettura/scrittura
trasmettono o ricevono le informazioni
memorizzate.
I tag RFId transponder possono
essere così classificati:
Transponder attivi per
applicazioni sofisticate in aerei militari e
civili, mezzi di
trasporto in movimento a velocità elevate, con
capacità di trasmissione senza interrogazione
del reader e con possibilità di comunicazione a
distanze da centinaia di metri a decine di
chilometri.
Transponder semipassivi per
applicazioni speciali come il telepass per auto,
vagoni ferroviari che tramettono però solo se
interrogati dal reader e comunicano a distanze
di decine di metri
Transponder passivi per
applicazioni di massa su basse velocità con
capacità di trasmissione solo se interrogati dal
reader e trasmissione a distanze di qualche
metro
Le
potenzialità applicative dell'RFId sono quindi
rilevanti se si considera che:
nella memoria del micro-chip si possono
conservare una serie di informazioni;
la lettura della memoria può essere effettuata
senza bisogno di contatto. |
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